Nicola Filia | Vis-à-Vis
21292
single,single-portfolio_page,postid-21292,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,select-theme-ver-2.4.1,vertical_menu_enabled, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive

Vis-à-Vis

VIS-à-VIS , l’anima del cambiamento
.
.

Nicola Filia non è un’artista per caso, ha scelto di esserlo nel modo più puro possibile, riprendendo molti elementi della tradizione sarda, a partire dal tema della maschera ,per giungere all’utilizzo della tecnica della ceramica come elemento plastico di una realtà che ha bisogno sempre più di radici.
La ceramica, che lui utilizza a più riprese, diventa il libro su cui scrive la percezione di una realtà diversa, permeata dalla sua fatica di riprendere un filo interrotto.
La maschera diventa il tramite attraverso il quale dichiara al mondo la sua necessità di tornare alle origini, agli archetipi che ci rendono più vivi e più veri, alla tradizione del Componidori, il cavaliere che, durante la Sartiglia, cerca di diventare il sacerdote della fecondità e che, attraverso un antico rituale, si pone come colui che difende la comunità dagli spiriti maligni e dalla negatività. Non è nè uomo nè donna , ma un essere ibrido che rappresenta il tema della trasformazione e della saggezza. Tutti partecipano a questo rituale che coinvolge la comunità del paese in cui viene organizzata la festa.
Filia, fiero di essere sardo, artista che per scelta ha deciso di rimanere in Sardegna, riprende questo filo conduttore della trasformazione che inserisce nei suoi “quadri scultura”, dove le maschere emergono come delle vere e proprie Nereidi
Le maschere sono uguali e si ripetono ,come se volessero indicare al fruitore la strada della” svestizione”, in un rituale al contrario che mette al centro la doppiezza e la falsità per giungere alla purezza e all’essenza dell’uomo.
L’identità “vera” emerge partendo dal tema della memoria e dell’appartenenza. L’artista, infatti ,ci vuole indicare che non possiamo dimenticare le nostre radici, presenti in una tradizione che diventa quasi di tipo sacrale. Filia porta in sé la dimensione della propria sardità, che viene addirittura ostentata come elemento di collegamento fondamentale con una modernità ripetitiva e molto veloce ,che non lascia spazio per nessun tipo di voce. L’individuo si ripete, con poco senso e con poca attenzione agli altri, vestendosi di apparenze ,attraverso la negazione della sua umanità.
Filia attraverso la sua arte, in modo delicato ma deciso, vuole denunciare il conformismo degli individui, con la volontà di dimostrare una loro identità distorta. L’uomo diventa prigioniero di se stesso, della proprie paure, degli stereotipi che appartengono alla nostra società.
L’artista infatti inneggia alla libertà dell’essere, alla dimensione dell’essenza e della felicità. Come affermava anche San Francesco, il vero essere lo troviamo nell’umiltà e nel distacco dalle cose materiali;solo attraverso questo percorso riusciremo a raggiungere la nostra vera essenza.
Non ci si deve accontentare di una mera rappresentazione della realtà, ognuno di noi deve guardarsi dentro e mettersi in discussione, liberandosi dalle catene della falsità della vita.
Il tema delle catene, infatti, è strettamente connesso a quello delle maschere: noi possiamo essere padroni o schiavi, a seconda della prospettiva che anima la nostra vita. Noi dobbiamo scegliere chi vogliamo essere ma senza la coscienza, che diventa conoscenza di sé e degli altri, rimaniamo nel limbo della negazione del senso della nostra esistenza.
Filia si interroga sul senso e sull’abbandono dei falsi miti: le maschere diventano una prigione fatta di substrati che mutano con il tempo e le situazioni ma che rendono l’individuo infelice e impotente.
Il “sole” della conoscenza platonica dovrebbe inondare le nostre coscienze e permettere loro di scegliere la stradadella verità. Ritrovare questo mondo ,fatto di bellezza e di ottimismo, permette ad ognuno di noi di essere e non di avere.
Nessuno è mai uguale a se stesso : nel cambiamento infatti sta il senso della vita, che termina in quello della morte, un limite invalicabile che ci riporta alla verità. La vita diventa quindi scandalo e abnegazione ma anche possibilità e amore. Il potere della scelta è nelle mani di chi vuole affermare la propria umanità in senso positivo, scoprendosi nei propri limiti, che diventano libertà di essere.
Filia è un artista che vuole “credere” e che non smette mai di ricercare una dimensione di verità e di energia, che ci faccia riflettere sulla nostra vita
Facciamoci prendere per mano e seguiamolo, in questo percorso ricco di scoperte inaspettate che ci troveremo davanti se decidiamo di abbandonarci al nostro cammino, pirandellianamente assorti nelle nostre mille anime, ma sempre così uniche.
.
.
.
PAOLA BOSCHIERI | Critica d’Arte, Docente e Antropologa

Custom Field

Lorem ipsum dolor sit amet

Date

December 1, 2015

Category

Art, cagliari arte, ceramics, Fashion, Fashion, installation, nicolafilia, nicolafiliaartgallery, paintings, Photography, sanpantaleo, sculptures