On Flower Power

The Role of the Vase in Arts, Crafts and Design

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma  16.07.2019  |   29.09.2019

Nicola Filia è tra gli artisti selezionati a partecipare alla Mostra Collettiva On Flower Power, alla Galleria Nazionale di Roma.

L’opera che l’artista presenta si intitola “forte terra”. Si tratta di una terracotta a forte spessore con la contaminazione di ossidi di rame e manganese, ferro e acciaio. Rappresenta la parte più nascosta del vaso, ma quella essenziale, ovvero la terra. In questa particolare occasione, la riflessione si pone sulla forma che la terra con le sue radici assume, una volta rotto il vaso.

Con la mostra On Flower Power. The Role of the Vase in Arts, Crafts and Design, curata da Martí Guixé con Inga Knölke, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea esplora in modo radicale e in chiave del tutto anticovenzionale il territorio ibrido in cui dialogano arte, design e artigianato.

L’esposizione rappresenta la prima occasione di confronto per la Galleria Nazionale con questi linguaggi in relazione all’arte contemporanea e si focalizza su un oggetto apparentemente neutro: il vaso di fiori. Questo elemento, archetipo ricorrente, diventa il medium d’elezione per una narrazione che intreccia storia dell’arte, storia delle arti applicate e storia del design.

In mostra più di ottanta opere che reinterpretano la tradizione e l’iconografia del vaso attraverso il design, la fotografia, la scultura e la pittura. Il catalogo è edito da Corraini Edizioni, con i contributi di Martí Guixé, Giuseppe Finessi, Octavi Rofes e Jeffrey Swartz.

Essere Terra

Ho conosciuto Nicola Filia entrando nel suo atelier, piccolo e dagli equilibri instabili delle tante ceramiche, una mattina di fine luglio.
Avendo visitato gran parte della Sardegna, parlando con lui dei suoi luoghi, Carbonia e il Sulcis, ne ho ripercorso la memoria. Riaffiorano così immagini di paesaggi violentati dall’uomo per bisogno, come una sorta di ferita che scoperchia la crosta terrestre rivelandone l’essenza.
Nicola è un fiero figlio di questa terra e non se ne stacca, testimone e genio, mi comunica l’inquietudine senza timore. Anzi. Mi invita a seguirlo nel suo percorso artistico che si compone con molteplici supporti: ceramica, ferro, legno, tutti legati alla Madre Terra, tutti apparentemente non miscibili tra loro.
Ma Nicola ne fa sintesi, ne trova il filo conduttore e lo propone (tra l’altro) in una chiave di lettura insolita e affascinante: la visione dal basso, dal profondo della crosta terrestre, simbiotica e tremendamente materica.
La controprova me la offre mostrandomi la foto di un suo lavoro, attualmente esposto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Roma nella mostra: “On flower power”. Si tratta di un vaso spaccato che lascia scorgere la terra, compattata e intricata di radici (rese da un intreccio di tondini di ferro). Questa insolita proposta, audace e nitida, mi provoca meraviglia e come una rivelazione mi mette sulla strada giusta per comprendere la sua proposta artistica.
Il fuoco interiore presenzia sí, ma letteralmente ne plasma la terracotta. Nicola domina l’elemento grezzo e ce lo restituisce nelle vesti eleganti, vetrificato, piacevole al tatto.
La città nelle varie metafore, opprimenti, ossessive, evidentemente a stigmatizzare la prevalenza della costruzione sull’umano. Non vi è quindi futuro se non si scende a compromesso con la natura reale della terra.

Giuseppe Ietto

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